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lunedì 14 gennaio 2013

Quel maledetto 14 gennaio di due anni fa



Tutti i regimi sono condannabili, se vengono paragonati a un ideale astratto d’eguaglianza o di libertà. Soltanto la rivoluzione, in quanto avventura, o un regime rivoluzionario, poiché fa uso permanente della violenza, sembrano capaci di conseguire il fine ultimo. Il mito della rivoluzione serve di rifugio al pensiero utopistico, diventa il misterioso e imprevedibile mediatore tra reale e ideale.
Raymond Aron, L’oppio degli intellettuali, 1955

Quel quattordici gennaio di due anni fa, oggi lo rivivo da lontano. Non era previsto ma è andata così. Sarà questo cielo italico piuttosto uggioso e quasi nevoso, sarà che in Tunisia l'inverno sembra essersi arenato, sarà...ma aldilà di ogni aspettativa, al ricordo dell'entusiasmo, dell'allegria, dei sorrisi e del colore delle strade della Tunisi di due anni fa, la malinconia prende il sopravvento. Perché sembra che tutto si sia dissolto in una enorme bolla di sapone esplosa nell'aria. Così, senza far rumore, senza dare nell'occhio, senza arrecare danni a qualcuno. Un boom elegante, soft, silenzioso, discreto, passato in sordina in men che non si dica.

giovedì 29 novembre 2012

Free Mahdi Al-Saafin


Mahdi Al-Saafin è un poeta e attivista giordano che stava partecipando ad una manifestazione contro il governo quando è stato caricato dalla polizia con gas lacrimogeni e bastoni. Mahdi e un altro attivista sono stati subito arrestati, era il 16 Novembre scorso.                      
Mahdi è una figura molto conosciuta tra i poliziotti, essendo uno degli avversari più giovani e più attivi del governo giordano nonchè uno dei leader della Democratic Youth Federation.

sabato 9 luglio 2011

Manifestando

Della manifestazione per la libertà e contro ogni forma di violenza che si è svolta qui a Tunisi lo scorso giovedì mi hanno incuriosito due particolari.

Premesse. C’era gente al ritrovo in Place Pasteur, non troppa per una manifestazione organizzata in una capitale ma abbastanza per finire sui giornali e far accorrere i media locali e stranieri presenti in zona. Tra i partecipanti soprattutto donne, vari uomini, l’élite tunisina dal francese senza accento, soltanto tre donne velate (almeno per quel che ho visto io) e le solite telecamere della polizia che dai balconi filmavano la folla che scandiva slogan di libertà e tolleranza per la Tunisia che si sta costruendo.

Ecco i particolari. 
1) Ho salutato con un sorriso la presenza di un Pannella invecchiato, dal naso decisamente pronunciato, il viso rugoso e i lunghi capelli bianchi raccolti in una coda che si confondeva timidamente tra la folla.
2) Con un altro sorriso ho notato che un poliziotto, in sella alla sua moto, scortava la testa del corteo, esattamente come avviene in ogni parte del mondo in caso di manifestazioni libere e civili. Mi son detta che forse è un dettaglio che non va tralasciato.