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martedì 24 febbraio 2015

Quando un governo censura un fumetto sull'omosessualità. Accade in Iran in questi giorni.

La poetessa iraniana Sepideh Jodeyri* ha da poco tradotto il graphic novel "Le bleu est une couleur chaude" di Julie Maroh. Il libro, che ha vinto la Palma d'Oro a Cannes nel 2013, racconta una storia d'amore tra due ragazze adolescenti (cfr. http://ladroolevie.blogspot.it/2013/07/e-le-) ma, in Iran, la sua traduttrice è stata minacciata di morte.
- Copertina del fumetto in persiano -
Per sensibilizzare l'opinione pubblica, la francese Julie Maroh ha fatto scattare l'allarme pubblicando sul proprio blog un messaggio chiaro e forte: "In Iran, l'omosessualità è punibile con la morte. La versione persiana di "Blue" è stata pubblicata da un editore parigino. Fin qui tutto bene. Ma la reazione dei conservatori religiosi si è scatenata quando un editor di Teheran ha pubblicato l'ultimo libro di poesie di Sepideh e ha cercato di promuoverlo."
Un vero e proprio linciaggio mediatico ha preso forma su internet: l'editore, come la traduttrice, è stato minacciato per aver cercato di promuovere un'opera considerata criminale nonostante il Ministero della Cultura e della Guida Islamica ne avesse autorizzato ed in parte finanziato la pubblicazione. L'editor è stato minacciato di perdere la sua licenza di pubblicare, e l'autore, da parte sua, non riesce a farsi pubblicare i suoi libri.

mercoledì 12 novembre 2014

Ismahane, Volume I e II: una storia d'amore alle prese con i dettami della tradizione durante la guerra civile in Libano

Siamo in Libano, è il 1975. La guerra civile è scoppiata. Un tratto sottile, di color nero e seppia, è quello che rievoca la vita di Ismahane, tra l'infanzia e l'adolescenza trascorsa in Libano, fino agli studi a Parigi, dove si ritrova con suo cugino Malek che ama profondamente e da sempre. La sua storia s'intreccia con il contesto storico del Paese dei cedri, dagli attacchi anti-palestinesi dei primi mesi del 1975, all'inizio della guerra civile, agli interventi militari siriani ed israeliani in Libano, alla creazione di Hezbollah. 
Ismahane, di soli 5 anni, è l'unica bambina della famiglia e trascorre gran parte del suo tempo a giocare con i fratelli e con il cugino Malek, di 9 anni. È stata cresciuta da sua zia Amira, suo padre, Abu Ali, non ha il carisma del capo. La sua famiglia è musulmana ma non praticante.

domenica 9 novembre 2014

Alla scoperta dei PRS, i rifugiati palestinesi provenienti dalla Siria, ormai residenti in Libano


In Libano non bastava la presenza dei rifugiati palestinesi, siriani ed iracheni, delle miriadi di lavoratori migranti provenienti dall'Asia e dall'Africa, dei sunniti, degli sciiti, dei cristiani maroniti o dei falangisti, di Sabra e Chatila, della guerra civile, di Hezbollah e dell'avanzata dell'ISIS. Da qualche tempo, in tutto il Paese, è comparsa una nuova categoria umana a cui trovare un ruolo ed uno spazio, come a tutti gli altri. Si tratta dei PRS- Palestine Refugees from Syria, i rifugiati palestinesi provenienti dalla Siria.

martedì 14 ottobre 2014

Lei è Khayri, che in arabo vuol dire caritatevole...

Stasera lo so. Dopo sette mesi, sono finalmente riuscita a chiederle come si chiama. Abou Maher si era allontanato, eravamo lì, io e lei, sedute una di fronte all'altra. Lei, siriana, piuttosto in carne con il suo vestito sintetico colorato che, benché lungo e largo, non riesce a nascondere le sue forme davvero abbondanti. Lei, con la testa coperta, più da un fazzoletto da donna dell'Italia del sud, cosa che forse è, che non da un canonico velo "religioso". Lei, seduta su un secchio di plastica rovesciato. Io, che essendo l'ospite o, meglio ancora, la straniera, le siedo di fronte, nella sola poltrona disponibile. Cominciamo a parlare, parliamo, parliamo, parliamo, sottovoce e con discrezione, sommessamente e di nascosto da Abou Maher, che è sempre meglio non senta proprio tutto.

domenica 28 settembre 2014

E una delle poche certezze beirutine: il portiere siriano Abou Maher

- Beirut, settembre 2014 -

Abou Maher lo incontrai per caso. A dire il vero, la prima volta fu lui a richiamare la mia attenzione dato che io non mi ero nemmeno resa conto della sua presenza. Mi accolse con una certa circospezione ma solo più tardi ne capii il motivo: stavo camminando sul suo territorio senza nemmeno essermi presentata. Abou Maher fa il portiere. É da sei anni che, con sguardo indagatore, osserva chi entra e chi esce da un anonimo palazzo di un quartiere cristiano di Beirut.

lunedì 22 settembre 2014

Era la notte tra il 22 e il 23 settembre del 1997. Centinaia di persone venivano massacrate a Bentalha, in Algeria

-Pascal Convert, Madone de Bentalha-
Era la notte tra il 22 e il 23 settembre del 1997, quando, nella località di Bentalha* si consumava un massacro. In Algeria, erano gli anni del terrorismo e, quella sera, vennero uccise centinaia di persone tra uomini, donne e bambini.
Quella notte, infatti, la città di Bentalha, situata ad un centinaio di chilometri a est di Algeri (tra Baraki e Sidi Moussa), viene attaccata da un gruppo di islamisti armati. Secondo quanto è stato riferito, si tratta almeno di una cinquantina di persone. Alcuni addirittura parlano di un centinaio. Imbracciano armi automatiche, esplosivi, asce e prendono d'assalto due quartieri, Boudoumi e Haï Djillali, dopo aver tagliato l'elettricità nella zona.

Takoua, ragazza tunisina del 1991, adesso fa fumetti in Italia, dove vive dal 1999. Eccola in "My name is Takoua"

mercoledì 3 settembre 2014

"Le donne dell'autobus 678" e le molestie sessuali in Egitto



Anche se la violenza sessuale è diventata un reato in Egitto, dove il 99% delle donne ha subìto molestie sessuali, le denunce sono ancora molto rare. Le donne sono spesso coperte dalla testa ai piedi e vivono quotidianamente episodi di molestie sessuali dei quali non posso parlare per "nascondere" quella vergogna che sarebbe socialmente difficile da sopportare. E così sono costrette a tacere, talvolta anche con la connivenza dei familiari.

giovedì 27 febbraio 2014

Algeria I am a citizen: i giovani alle prese con la partecipazione civica e la discussione democratica in Algeria


59 secondi di video per promuovere l'iniziativa Youth, finanziata in Algeria dall'Unione Europea, in quanto parte di un programma volto a "rafforzare la discussione democratica e la partecipazione civica dei giovani nella gestione delle politiche di sviluppo locale."

mercoledì 26 febbraio 2014

Meet the Somalis: il fumetto che illustra la migrazione somala in Europa. E ci fa conoscere meglio la Somalia.

Meet the Somalis. Arriva il fumetto che illustra la migrazione somala in 7 città europee: Amsterdam, Copenhagen, Helsinki, Leicester, Londra, Malmo e Oslo. Storie diverse, di giovani e vecchi, uomini e donne, alle prese con varie esperienze che li hanno portati, più o meno facilmente, all'integrazione in Europa. E un decisivo contributo alla cultura somala, non abbastanza conosciuta nelle nostre città europee.

Da non perdere assolutamente. Eccolo:

domenica 23 febbraio 2014

Omar, film palestinese candidato all'Oscar...



"Omar", interpretato tra gli altri da Eyad Hourani, formatosi al Freedom Theatre di Jenin, è un film palestinese candidato quest'anno all'Oscar  ome miglior film in lingua straniera.

venerdì 21 febbraio 2014

Nel Paese dei Mullah: tra vicende storiche e diritti umani violati in Iran

Il fumetto trae spunto dalla storia di un soldato dell'esercito iraniano che si arena su un'isola deserta. Da qui, il racconto del suo Paese che s'intreccia con la sua vita personale, quella di un bambino alle prese con i fallimenti scolastici, che diventa un militare nazionalista, poi guardiano della prigione nei pressi di Khavaran* e le vicissitudini di Mohsen Makhmakbaf**, cineasta iraniano. Si parla di cinema, di libertà d'espressione come di diritti umani e del massacro dei prigionieri politici del 1988 che viene celebrato ogni anni a Khavaran. In un’estate di 26 anni fa, infatti, tra 4500 e 5000 uomini, donne e bambini vennero assassinati in varie prigioni dell’Iran. Alla fine di agosto del 1988, senza preavviso, la direzione delle carceri sospese tutte le visite familiari.

Concorso di scrittura dedicato alla Siria, c'è tempo fino al 30 aprile prossimo...fatevi avanti!

Ecco a voi un concorso di scrittura dedicato alla Siria. C'è da comporre una storia, di un massimo di 5000 battute, sullo sfondo della Siria e del Bilad-as-sham (Libano, Giordania e Palestina).

mercoledì 5 febbraio 2014

"Il Mondo di Aisha", un viaggio fra le donne dello Yemen

Se a leggerlo è una donna europea, il "Mondo di Aisha" è un libro che ferisce, non lascia lividi ma ferisce. Si parla di donne, di donne lontane, di donne coperte di nero "che spariscono via come gli uccelli", di visi che non vedi, di mamme abituate a vivere la pienezza della vita in una dimensione privata, quella che si svolge dentro le mura di una casa, con un uomo che nella maggior parte dei casi non le vede, non si è mai soffermato a parlarci, non le conosce, perché non è mai stato educato a farlo e forse non gli interessa nemmeno tanto. Ne "Il Mondo di Aisha", la donna è abituata a muoversi in un perimetro ben definito e controllato dallo sguardo dell'uomo, è solo la madre dei suoi figli, la sua cuoca, colei che lava i suoi vestiti e la sua compagna di letto. Non molto altro. Lo vuole la tradizione, perlopiù. Adesso però, qualcosa sta cambiando.