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mercoledì 26 febbraio 2014

Meet the Somalis: il fumetto che illustra la migrazione somala in Europa. E ci fa conoscere meglio la Somalia.

Meet the Somalis. Arriva il fumetto che illustra la migrazione somala in 7 città europee: Amsterdam, Copenhagen, Helsinki, Leicester, Londra, Malmo e Oslo. Storie diverse, di giovani e vecchi, uomini e donne, alle prese con varie esperienze che li hanno portati, più o meno facilmente, all'integrazione in Europa. E un decisivo contributo alla cultura somala, non abbastanza conosciuta nelle nostre città europee.

Da non perdere assolutamente. Eccolo:

sabato 26 ottobre 2013

Marta intervista Giusi Nicolini, sindaco di Lampedusa. "Lampedusa. Conversazioni su isole, politica, migranti"

Marta è una ragazza giovane e brava. Viene da Palermo ma non credo ci abbia vissuto a lungo. Quando la incontri, la cosa che più ti colpisce è che lei ti rivolge la parola in arabo. Sì, anche se siete entrambe italiane. Marta è seria anche se ti accoglie sempre con un'aria solare, è energica e quanto basta insicura, socievole ma non gratuitamente, per quanto possibile preferisce proteggere il suo spazio vitale. Marta ha tanti interessi, l'arabo è uno di questi. Poi ci sono i Paesi del mediterraneo e del Medioriente, c'è anche l'Africa più in generale. Marta è curiosa, osserva e partecipa alle iniziative culturali "a più non posso". Marta scrive, ama raccontare. E' anche attenta all'umanità ed è attratta dalle storie vere. Ha anche lavorato a Lampedusa con i migranti in arrivo dal mare...

martedì 8 ottobre 2013

Esce Schiavi, un film inchiesta sugli immigrati che arrivano in Italia

   
Al centro del documentario, l’odissea di quanti tentano di raggiungere l’Italia dalle coste africane in cerca di un lavoro e di un futuro migliore e troppo spesso si trovano davanti a sfruttamento, lavoro nero e condizioni di vita assai difficili. Dal ghetto di Foggia a Rosarno, passando per la Campania e poi fino al Nord Italia, Mencherini documenta come uomini, donne e minori dopo essere sbarcati sulle nostre coste (coloro che riescono a raggiungerle vivi), finiscano nella rete dei nuovi schiavismi nel tentativo di trovare un lavoro. 

sabato 5 ottobre 2013

Mare Chiuso in visione gratuita su Vimeo fino alla mezzanotte di domani

Il Mediterraneo inghiotte uomini, donne e bambini in fuga dall'orrore di guerre e persecuzioni. Il mare è il sicario. I mandanti sono i nostri governanti e le loro politiche di "accoglienza", fatte di accordi segreti con dittatori, respingimenti, centri di identificazione ed espulsione e sacchi di plastica. ZaLab (http://www.zalab.org/pagina-it/34/#.Uk_jFlB3amA) contribuisce a denunciare questo status quo mettendo in onda gratuitamente Mare Chiuso su Vimeo. Il video rimarrà in visione fino alla mezzanotte di domani 6 ottobre. Sarà possibile anche sostenere questa iniziativa e l'attività di ZaLab con una piccola donazione, cliccando il tasto TIP JAR su Vimeo. 
Basta cliccare sul link per vedere il film: http://vimeo.com/76133836

domenica 1 settembre 2013

Quasi italiani - Storie di immigrati imprenditori in Italia

Tutti e sempre mi hanno aiutato come potevano, dal regalarmi abiti al darmi un gettone del telefono. Sarò sempre grata agli italiani per questo. Voi italiani siete un popolo accogliente, ma spesso le vostre istituzioni non sembrano in grado di poter costruire una società davvero multietnica e di gestire i cambiamenti e le tensioni che possono derivare da questo. (Azeb, dall'Etiopia a Bologna)

L'autonomia nella vita e nel lavoro è tutto, e quando un governo, uno Stato, un territorio ti toglie l'autonomia o non ti crea le condizioni per essere autonomo è come se ti togliesse la libertà e ti facesse schiavo. Per questo ci siamo ribellati al comunismo, che ti dava forse la sicurezza minima, ma ti toglieva tutto il resto. Anche i paesi europei, però, se non sostengono il lavoro, la capacità, la voglia di fare, è come se ti togliessero un po' di libertà. A volte penso che la crisi in Italia di questi anni abbia a che vedere anche con questo. (Daniela, dalla Romania a Rieti)

sabato 8 dicembre 2012

Destino Clandestino


Destino Clandestino di Ilia Mazzone è un documentario a metà tra l’Italia e l’Algeria, realizzato con un finanziamento della Commissione Europea e delle Nazioni Unite.

mercoledì 5 dicembre 2012

Gli afghani a Roma e l'esperienza di A28 Centre di Intersos



L'A28 Centre di Intersos in un anno ha ospitato 600 minori, in gran parte afgani. Ragazzi fuggiti dalla loro terra, in transito a Roma e in cerca di fortuna altrove. Li accoglie di notte quando tutto è più difficile e pericoloso.

martedì 27 novembre 2012

Hamedullah, un giovane afghano...



La storia di Hamedullah, un giovane afghano che aveva chiesto asilo in Inghilterra e viene rimandato in Afghanistan. Un film di Sue Clayton.
Da vedere...

domenica 11 novembre 2012

Babylon (Babel), un film tutto tunisino

Babylon (Babel) è un film di deserto, di rifugiati e di uomini, in cui le donne non compaiono praticamente mai. É un film senza musica e con pochi dialoghi. Attraverso le immagini si vuole raccontare la vita di un rifugiato, qualunque esso sia e da qualunque luogo venga. Proprio per questo motivo, il fatto che sia ambientato a Ben Guerdane, al confine tra Libia e Tunisia e che ospiti i rifugiati scappati dalla Libia in seguito agli eventi della primavera del 2011, non è prioritario. Quel che importa è che in uno spazio desertico e privo di vita, all'improvviso, confluiscono le quotidianità di tante persone diverse, di nazionalità e lingua diversa, costrette a convivere in quello stesso luogo fino a che qualcosa cambi e ognuno segua il suo destino.

lunedì 23 luglio 2012

E terra e polvere che tira vento e poi magari piove...

A pensarci bene, il campo di Choucha non ha niente di strano. Come ogni campo profughi è immerso nella polvere e perso nel nulla. In una realtà asettica e lontana. E i 2.800 (circa) sfollati africani scappati dalla guerra in Libia che ancora ci vivono, semplicemente aspettano.
Che le giornate scorrano, che il vento cessi di alzare quel fastidioso misto di sabbia e polvere e che qualcuno, preferibilmente di qualche organizzazione internazionale, gli vada a dire che saranno trasferiti in America, Spagna o chissà dove per iniziare una nuova vita. Nel frattempo, peró, bisogna vivere e ci si deve ingegnare per tirare a campare.

martedì 14 febbraio 2012

Invisibility is an unnatural disaster



Un gruppo di mamme tunisine da ormai quasi un anno sta cercando di avere notizie dei propri figli che nel marzo 2011 si sono imbarcati fortunosamente per l’Italia in cerca di una vita più dignitosa.

sabato 9 luglio 2011

un Michè impiccato in un CPT…

Era un pomeriggio d’estate, non avevo ancora vent’anni e lui era già morto da un po’ anche se io forse non lo sapevo nemmeno. Era un periodo in cui stavo prendendo coscienza del mondo e uscivo dal mio autismo congenito. Faceva caldo e mi ero tuffata sul lettone a una piazza e mezza della stanza accanto. La finestra era aperta e vedevo in lontananza gli alberi del convitto. Brizio aveva uno stereo che io ancora non sapevo usare. Accanto a quell’aggeggio c’erano tante cassette un po’ polverose e duplicate alla buona tra le quali cominciai a frugare alla rinfusa. Ne scelsi una con la custodia scritta da una calligrafia ordinata e pulita, familiare come quella di mio zio.

venerdì 24 giugno 2011

Ti sto cercando





Forse Alì Yassin l’ho incontrato in un altro viaggio e non lo so nemmeno.
Alì Yassin, un bel nome!

Alì Yassin, dall’alto dei suoi quindici anni, ha sentito dire che d’estate nelle piantagioni di pomodori si guadagnano molti soldi perciò vorrebbe raggiungere la campagne pugliesi…anche per questo sale su un barcone. Prima di mettersi a lavorare, però, vuole trovare suo padre che non vede da anni e fa il bracciante in Puglia. Alì Yassin è marocchino ed è partito dalla Libia. La sua è la storia di tante vite, quelle di coloro che hanno avuto la sua stessa sorte.

Finalmente una graphic novel sul fenomento della migrazione clandestina. Ti sto cercando, io mi faccio trovare e poi la leggo…


domenica 19 giugno 2011

Edda


 
Edda l'avevo già vista una volta spulciando su youtube. Era stata invitata ad Anno Zero per parlare di migrazione. E mi era piaciuta. Sarà stato il suo aspetto, la sua dialettica, la sua determinazione. Però mi era piaciuta. Aveva l'aria di una piccola peruviana con il sangue che bolle. Si vedeva. Ecco perché mi era piaciuta.
E quando ieri l'ho risentita parlare stavano per scendermi le lacrime. La sua forza e quella delle sue parole hanno superato il mare e sono arrivate fino a me. Finalmente la forza di un'immigrata che dà lezioni a noi italiani. Ne abbiamo proprio bisogno e mi lusinga che sia lei a parlare per me.