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domenica 1 settembre 2013

Quasi italiani - Storie di immigrati imprenditori in Italia

Tutti e sempre mi hanno aiutato come potevano, dal regalarmi abiti al darmi un gettone del telefono. Sarò sempre grata agli italiani per questo. Voi italiani siete un popolo accogliente, ma spesso le vostre istituzioni non sembrano in grado di poter costruire una società davvero multietnica e di gestire i cambiamenti e le tensioni che possono derivare da questo. (Azeb, dall'Etiopia a Bologna)

L'autonomia nella vita e nel lavoro è tutto, e quando un governo, uno Stato, un territorio ti toglie l'autonomia o non ti crea le condizioni per essere autonomo è come se ti togliesse la libertà e ti facesse schiavo. Per questo ci siamo ribellati al comunismo, che ti dava forse la sicurezza minima, ma ti toglieva tutto il resto. Anche i paesi europei, però, se non sostengono il lavoro, la capacità, la voglia di fare, è come se ti togliessero un po' di libertà. A volte penso che la crisi in Italia di questi anni abbia a che vedere anche con questo. (Daniela, dalla Romania a Rieti)

lunedì 30 maggio 2011

La moderna schiavitù d'oltremare


Parlano italiano, sono tunisini, guadagnano poco e costano meno. Spesso non sono mai stati in Italia, è grazie a Rai Uno che molti hanno imparato l’italiano. Quasi ogni giorno ci parliamo al telefono. Loro scelgono un’identità italiana per parlare con l’Italia. Noi crediamo che siano vicini, giusto dall’altra parte del filo. E invece, anche se si chiamano Paola, Marco, Christian, Stefania, sono al di là del mare.
Funziona così: stando comodamente seduto sul divano di casa chiami il tuo operatore telefonico per avere assistenza (Vodafone, Wind, Tim, etc…) e ti rispondono loro direttamente da Tunisi, scomodamente inchiodati ad un pc.
É questo il mondo dei call center offshore.