Un'incerta OrmaiPiùCheTrentenne alle prese con la sua lente ideologica nell'ingarbugliato mondo arabo. E non solo.
giovedì 13 novembre 2014
mercoledì 12 novembre 2014
Ismahane, Volume I e II: una storia d'amore alle prese con i dettami della tradizione durante la guerra civile in Libano
Siamo in Libano, è il 1975. La guerra civile è scoppiata. Un tratto sottile, di color nero e seppia, è quello che rievoca la vita di Ismahane, tra l'infanzia e l'adolescenza trascorsa in Libano, fino agli studi a Parigi, dove si ritrova con suo cugino Malek che ama profondamente e da sempre. La sua storia s'intreccia con il contesto storico del Paese dei cedri, dagli attacchi anti-palestinesi dei primi mesi del 1975, all'inizio della guerra civile, agli interventi militari siriani ed israeliani in Libano, alla creazione di Hezbollah.
Ismahane, di soli 5 anni, è l'unica bambina della famiglia e trascorre gran parte del suo tempo a giocare con i fratelli e con il cugino
Malek, di 9 anni. È stata cresciuta da sua zia Amira, suo padre, Abu Ali, non ha il carisma del capo. La sua famiglia è musulmana ma non praticante.
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domenica 9 novembre 2014
Alla scoperta dei PRS, i rifugiati palestinesi provenienti dalla Siria, ormai residenti in Libano
In Libano non bastava la presenza dei rifugiati palestinesi, siriani ed
iracheni, delle miriadi di lavoratori migranti provenienti dall'Asia e
dall'Africa, dei sunniti, degli sciiti, dei cristiani maroniti o dei
falangisti, di Sabra e Chatila, della guerra civile, di Hezbollah e
dell'avanzata dell'ISIS. Da qualche tempo, in tutto il Paese, è comparsa una
nuova categoria umana a cui trovare un ruolo ed uno spazio, come a tutti
gli altri. Si tratta dei PRS- Palestine Refugees from Syria, i rifugiati
palestinesi provenienti dalla Siria.
domenica 19 ottobre 2014
Questa folle città di nome Beirut...
A Beirut fatico sempre a capire cosa
succede. A fare letture chiare. A dare qualcosa per scontato. Perché nulla lo
è. Senza andare troppo lontano, molto spesso mi fermo ad osservarne i dettagli.
Mi basta quello.
E così, in una domenica uggiosa, capita di sederti a bere un succo in un ristorantino del centro, almeno fai due
chiacchiere, leggi un libro, controlli internet e ti rilassi. E mentre cominci
a sorseggiare un succo alla carota, vedi che arrivano due tipi, vestiti casual, giovani, pantaloni e maglietta senza pretese.
sabato 18 ottobre 2014
martedì 14 ottobre 2014
Lei è Khayri, che in arabo vuol dire caritatevole...
Stasera lo so. Dopo sette mesi, sono finalmente riuscita a chiederle come si chiama. Abou Maher si era allontanato, eravamo lì, io e lei, sedute una di fronte all'altra. Lei, siriana, piuttosto in carne con il suo vestito sintetico colorato che, benché lungo e largo, non riesce a nascondere le sue forme davvero abbondanti. Lei, con la testa coperta, più da un fazzoletto da donna dell'Italia del sud, cosa che forse è, che non da un canonico velo "religioso". Lei, seduta su un secchio di plastica rovesciato. Io, che essendo l'ospite o, meglio ancora, la straniera, le siedo di fronte, nella sola poltrona disponibile. Cominciamo a parlare, parliamo, parliamo, parliamo, sottovoce e con discrezione, sommessamente e di nascosto da Abou Maher, che è sempre meglio non senta proprio tutto.giovedì 2 ottobre 2014
E domani, a Napoli, s'inaugura Medio Occidente, la mostra dell'illustratore libanese Mazen Kerbaj
Per saperne di più, ecco il sito:
mercoledì 1 ottobre 2014
Come quando in una giornata uggiosa inciampi in un periodico dal nome strano: "Noor - Rivista per un Islam dei Lumi"
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| - Logo della rivista - |
La Rivista Noor*, che in arabo significa luce, è uscita in Francia in due volumi, il primo pubblicato nel 2013 e il secondo agli inizi del 2014. Noor è stata immaginata come il corollario del pensiero dell'"Associazione
per un Islam dei Lumi"*(Association
pour un islam des Lumières) creata in Francia dal pensatore di origini algerine, Malek Chebel***.
domenica 28 settembre 2014
E una delle poche certezze beirutine: il portiere siriano Abou Maher
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| - Beirut, settembre 2014 - |
Abou Maher lo incontrai per caso. A dire il vero, la prima volta fu lui a richiamare la mia attenzione dato che io non mi ero nemmeno resa conto della sua presenza. Mi accolse con una certa circospezione ma solo più tardi ne capii il motivo: stavo camminando sul suo territorio senza nemmeno essermi presentata. Abou Maher fa il portiere. É da sei anni che, con sguardo indagatore, osserva chi entra e chi esce da un anonimo palazzo di un quartiere cristiano di Beirut.
La Beirut Art Fair mi presenta Keizer, street artist egiziano
Keizer è il nome, o meglio, lo pseudonimo di un artista di strada egiziano diventato popolare in Egitto nel 2011, dopo la cosiddetta Rivoluzione egiziana. Keizer vuole restare anonimo, si sa solo che è un ragazzo di 33 anni che si dedica a tempo pieno alla street art a Il Cairo. Non ci sono foto che lo ritraggono, al massimo è stato immortalato mentre era all'opera, seminascosto dal cappuccio della sua felpa.
giovedì 25 settembre 2014
lunedì 22 settembre 2014
Era la notte tra il 22 e il 23 settembre del 1997. Centinaia di persone venivano massacrate a Bentalha, in Algeria
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| -Pascal Convert, Madone de Bentalha- |
Era
la notte tra il 22 e il 23 settembre del 1997, quando, nella località di
Bentalha* si consumava un massacro. In Algeria, erano gli anni del terrorismo
e, quella sera, vennero uccise centinaia di persone tra uomini, donne e
bambini.
Quella
notte, infatti, la città di Bentalha, situata ad un centinaio di chilometri a
est di Algeri (tra Baraki e Sidi Moussa), viene attaccata da un gruppo di
islamisti armati. Secondo quanto è stato riferito, si tratta almeno di una
cinquantina di persone. Alcuni addirittura parlano di un centinaio. Imbracciano
armi automatiche, esplosivi, asce e prendono d'assalto due
quartieri, Boudoumi e Haï Djillali, dopo aver tagliato l'elettricità
nella zona.
domenica 21 settembre 2014
sabato 20 settembre 2014
"Fabriq Algeria", un interessante percorso creativo tra arte e vita in Algeria
Camille
Leprince arriva ad Algeri nel 2009, all'età di 26 anni. Deve restarci soltanto tre
mesi invece ci rimane per 5 anni. E si perde nelle storie, tra le vie, nelle
contraddizioni, nella bellezza, nei pregiudizi e nello scollamento tra la
realtà e la finzione, tipica dell'Algeria. Da qui prende forma il suo progetto artistico
Fabriq Algeria, fatto d'incontri con
artisti algerini, di derisione, memoria, femminilità, orientalismo, africanismo,
esilio e mobilizzazione...
Da studiare, eccolo:
giovedì 18 settembre 2014
Alle 21, ora italiana, online la performance di Selma and Sofiane Ouissi, "Les Yeux d'Argos"
Stasera alle 20 ora londinese, (22 ora
libanese e 21 ora italiana) sarà possibile vedere online Les Yeux d'Argos, la
performance di danza realizzata da Selma
e Sofiane Ouissi in collaborazione con Yacine Sebti, che si terrà alla Tate
Modern di Londra.
mercoledì 17 settembre 2014
martedì 16 settembre 2014
lunedì 15 settembre 2014
Ecco il film "L'infedele": da Sousse a Tarano, passando per le Giornate del Cinema Europeo in Tunisia...
Tarano è un comune di 1.412 abitanti situato in provincia di Rieti. Touhami Garnaoui, tunisino, è stato il primo sindaco maghrebino d'Italia. Domani, in Tunisia, comincia la 21˚ edizione delle Giornate del cinema europeo che animeranno, fino al 4 ottobre, i cinema di Tunisi, Sousse, Sidi Bouzid, Djerba, Sfax e Gabès. E che c'entra tutto ciò?
domenica 14 settembre 2014
"Il viaggio di un Mujahid con Jabhat Al-Nusra": quando la guerra santa si fa con un graphic novel su youtube...
Il viaggio di un Mujahid* con Jabhat Al-Nusra** è un romanzo a fumetti apparso in rete in sette puntate, tra il mese di novembre e dicembre del 2013. La storia non è nuova: Mustapha, un giovane musulmano che vive in un Paese occidentale non ben identificato, insoddisfatto della sua vita, che trascorre davanti ad un videogioco benché sia già diplomato da quattro anni, si ricongiunge con la sua fede, si scopre indignato per le ingiustizie fatte ai suoi fratelli all'estero e decide di partire per la Siria per abbracciare lo jihad.
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