In Libano non bastava la presenza dei rifugiati palestinesi, siriani ed
iracheni, delle miriadi di lavoratori migranti provenienti dall'Asia e
dall'Africa, dei sunniti, degli sciiti, dei cristiani maroniti o dei
falangisti, di Sabra e Chatila, della guerra civile, di Hezbollah e
dell'avanzata dell'ISIS. Da qualche tempo, in tutto il Paese, è comparsa una
nuova categoria umana a cui trovare un ruolo ed uno spazio, come a tutti
gli altri. Si tratta dei PRS- Palestine Refugees from Syria, i rifugiati
palestinesi provenienti dalla Siria.
Un'incerta OrmaiPiùCheTrentenne alle prese con la sua lente ideologica nell'ingarbugliato mondo arabo. E non solo.
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domenica 9 novembre 2014
martedì 14 ottobre 2014
Lei è Khayri, che in arabo vuol dire caritatevole...
Stasera lo so. Dopo sette mesi, sono finalmente riuscita a chiederle come si chiama. Abou Maher si era allontanato, eravamo lì, io e lei, sedute una di fronte all'altra. Lei, siriana, piuttosto in carne con il suo vestito sintetico colorato che, benché lungo e largo, non riesce a nascondere le sue forme davvero abbondanti. Lei, con la testa coperta, più da un fazzoletto da donna dell'Italia del sud, cosa che forse è, che non da un canonico velo "religioso". Lei, seduta su un secchio di plastica rovesciato. Io, che essendo l'ospite o, meglio ancora, la straniera, le siedo di fronte, nella sola poltrona disponibile. Cominciamo a parlare, parliamo, parliamo, parliamo, sottovoce e con discrezione, sommessamente e di nascosto da Abou Maher, che è sempre meglio non senta proprio tutto.domenica 28 settembre 2014
E una delle poche certezze beirutine: il portiere siriano Abou Maher
![]() |
| - Beirut, settembre 2014 - |
Abou Maher lo incontrai per caso. A dire il vero, la prima volta fu lui a richiamare la mia attenzione dato che io non mi ero nemmeno resa conto della sua presenza. Mi accolse con una certa circospezione ma solo più tardi ne capii il motivo: stavo camminando sul suo territorio senza nemmeno essermi presentata. Abou Maher fa il portiere. É da sei anni che, con sguardo indagatore, osserva chi entra e chi esce da un anonimo palazzo di un quartiere cristiano di Beirut.
domenica 14 settembre 2014
"Il viaggio di un Mujahid con Jabhat Al-Nusra": quando la guerra santa si fa con un graphic novel su youtube...
Il viaggio di un Mujahid* con Jabhat Al-Nusra** è un romanzo a fumetti apparso in rete in sette puntate, tra il mese di novembre e dicembre del 2013. La storia non è nuova: Mustapha, un giovane musulmano che vive in un Paese occidentale non ben identificato, insoddisfatto della sua vita, che trascorre davanti ad un videogioco benché sia già diplomato da quattro anni, si ricongiunge con la sua fede, si scopre indignato per le ingiustizie fatte ai suoi fratelli all'estero e decide di partire per la Siria per abbracciare lo jihad.
mercoledì 4 giugno 2014
mercoledì 26 febbraio 2014
Mediterranya, un nuovo blog letterario dedicato ai Paesi che si affacciano sul Mediterraneo
Mediterranya è uno spazio letterario destinato a lettori e scrittori di tutto il Mediterraneo. Si tratta di un blog multilingue avviato da alcuni finalisti del premio letterario Sea of Words, di brevi racconti legati al mare, organizzato annualmente dalla Fondazione Anna
Lindh* e dall'Institut Européen de la Méditerranée (IEMed)**. Fanno parte di Mediterranya più di una dozzina di autori provenienti da vari paesi del Mediterraneo, di cui scrivono racconti su argomenti trasversali e condivisi. Ci sono una serie di
storie in arabo, alcune tradotte, di autori che vivono in Egitto, Palestina,
Siria e altrove.
venerdì 21 febbraio 2014
Concorso di scrittura dedicato alla Siria, c'è tempo fino al 30 aprile prossimo...fatevi avanti!
Ecco a voi un concorso di
scrittura dedicato alla Siria. C'è da comporre una storia, di un massimo di 5000 battute, sullo sfondo della Siria e
del Bilad-as-sham (Libano, Giordania
e Palestina).
Libellés :
Arte,
Diritti Umani,
Siria
mercoledì 22 gennaio 2014
Dopo tanta attesa, eccoci giunti alla Geneva II Middle East peace conference
La conferenza di pace Ginevra 2 è una conferenza internazionale appoggiata dall'ONU che si tiene, a partire da oggi, 22 gennaio, a Montreux, in Svizzera. L'incontro ha come principale e piuttosto ambizioso obiettivo, il raggiungimento di una soluzione politica alla crisi siriana. Sono presenti le delegazioni rappresentanti il governo siriano e la Coalizione Nazionale Siriana, principale organismo politico dell'opposizione, anche se non rappresentante la totalità delle formazioni ribelli.
mercoledì 18 dicembre 2013
Un breviario da due soldi per avere la certezza di essere a Beyrouth
A
Beyrouth puoi parlare francese e inglese indistintamente. In ogni caso, la
crème de la crème degli autoctoni parla francese, nemmeno a
sottolinearlo. L'arabo sembra quasi superfluo ma se lo sai, come sempre ti diverti
di più. Navigando un po' tra le sensazioni che puoi provare, se ti senti tranquillo e ti sembra di stare
in un Paese "civile e normale", vuol dire che ti trovi in un
quartiere cristiano. Se invece percepisci attorno a te un ambiente un po' più
ostile, circondato da bandiere verdi e nere dalla strana calligrafia e da facce
alle quali non sei proprio abituato, allora vuol dire che sei in un quartiere
musulmano. Se
poi senti una raffica di spari in aria, sei dalle parti del quartiere di Hezbollah,
partito politico sciita del Libano, dove un funerale o un matrimonio si
celebrano più o meno così.
venerdì 15 novembre 2013
Il fenomeno, ormai molto diffuso, dei matrimoni illegali tra i rifugiati siriani in Giordania
Mentre
sposava un saudita di 45 anni, Alia, siriana di 17 anni, si ripeteva che
finalmente la fortuna girava dalla sua parte. Fuggita da Homs con la madre nel
2011, arrivata in Giordania, era diventata ospite del campo di Zaatari*,
insieme ad altri 130.000 rifugiati.
Dopo aver trascorso un anno nel campo, la proposta di matrimonio da parte
del saudita le sembrava troppo bella per essere vera. Secondo quanto racconta
la madre di Alia, alla donna era stata offerta la somma di 4.000 dinari di dote
(5,200USD) e la promessa di una vita felice in Arabia Saudita. Nonostante
l'uomo avesse 25 anni più di lei, Alia era d'accordo. I due, dopo la cerimonia
del cosiddetto matrimonio barrani, un termine colloquiale per
designare i matrimoni non ufficiali e illegali che ormai dilagano tra i siriani
in Giordania, consumano il loro matrimonio. Un mese e mezzo dopo, l'uomo
torna in Arabia Saudita. Alia e la madre, il cui marito è morto in Siria,
rimangono sole in una casa fatiscente di Amman, nel quartiere di Jabal
al-Hussein. Non possono contare su nessun aiuto, nessun sostegno o mezzo legale
per rintracciare il marito di Alia. Non possiedono nessun documento del
matrimonio e di lui non hanno più avuto alcuna notizia.sabato 19 ottobre 2013
martedì 6 agosto 2013
"Le chemin de la liberté" - "طريق الحرية", documentario sulla Siria vista da tre giovani attivisti siriani
Il documentario di Naïssam Jalal et Samuel Lehoux racconta la storia di tre giovani attivisti siriani che hanno partecipato, fin dall'inizio, alle manifestazioni di Damasco contro il regime siriano.
Libellés :
Rivoluzioni,
Siria
mercoledì 13 marzo 2013
Sei giorni ad Aleppo
Di
seguito il link per vedere un documentario girato ad Aleppo, città simbolo del
conflitto siriano, da Roberto Bongiorni, giornalista de Il Sole 24 Ore.
Eccolo,
http://vimeo.com/61608020
Libellés :
Diritti Umani,
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Guerra,
Siria
martedì 8 gennaio 2013
giovedì 16 febbraio 2012
Quel che importa è chiamarsi Darwish
![]() |
| - Mazen Darwish - |
Ci risiamo.
Quattordici attivisti siriani che da anni operano nella difesa dei diritti umani sono stati da poco arrestati a Damasco. Ci sono anche Mazen Darwish, direttore del Centro media per la libertà di espressione, e la blogger Razan Ghazzawi che era già stata arrestata nel dicembre scorso (e di cui si era già scritto http://ladroolevie.blogspot.com/2011/12/free-razan-freedom-advocate-detained-in.html).
Quattordici attivisti siriani che da anni operano nella difesa dei diritti umani sono stati da poco arrestati a Damasco. Ci sono anche Mazen Darwish, direttore del Centro media per la libertà di espressione, e la blogger Razan Ghazzawi che era già stata arrestata nel dicembre scorso (e di cui si era già scritto http://ladroolevie.blogspot.com/2011/12/free-razan-freedom-advocate-detained-in.html).
mercoledì 7 dicembre 2011
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