In Libano non bastava la presenza dei rifugiati palestinesi, siriani ed
iracheni, delle miriadi di lavoratori migranti provenienti dall'Asia e
dall'Africa, dei sunniti, degli sciiti, dei cristiani maroniti o dei
falangisti, di Sabra e Chatila, della guerra civile, di Hezbollah e
dell'avanzata dell'ISIS. Da qualche tempo, in tutto il Paese, è comparsa una
nuova categoria umana a cui trovare un ruolo ed uno spazio, come a tutti
gli altri. Si tratta dei PRS- Palestine Refugees from Syria, i rifugiati
palestinesi provenienti dalla Siria.
Un'incerta OrmaiPiùCheTrentenne alle prese con la sua lente ideologica nell'ingarbugliato mondo arabo. E non solo.
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domenica 9 novembre 2014
mercoledì 17 settembre 2014
martedì 16 settembre 2014
mercoledì 18 dicembre 2013
Un breviario da due soldi per avere la certezza di essere a Beyrouth
A
Beyrouth puoi parlare francese e inglese indistintamente. In ogni caso, la
crème de la crème degli autoctoni parla francese, nemmeno a
sottolinearlo. L'arabo sembra quasi superfluo ma se lo sai, come sempre ti diverti
di più. Navigando un po' tra le sensazioni che puoi provare, se ti senti tranquillo e ti sembra di stare
in un Paese "civile e normale", vuol dire che ti trovi in un
quartiere cristiano. Se invece percepisci attorno a te un ambiente un po' più
ostile, circondato da bandiere verdi e nere dalla strana calligrafia e da facce
alle quali non sei proprio abituato, allora vuol dire che sei in un quartiere
musulmano. Se
poi senti una raffica di spari in aria, sei dalle parti del quartiere di Hezbollah,
partito politico sciita del Libano, dove un funerale o un matrimonio si
celebrano più o meno così.
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