Sejnane é un posto strano. Il classico villaggio da turismo responsabile dove peró fino ad ora non é arrivato nemmeno quello. Una regione di quarantatremila persone dopo Bizerta, nel nord della Tunisia. Il tasso di analfabetizzazione é il più alto del Paese. SeicentoOttanta diplomati sono disoccupati. Anche il tasso di alcolismo é il più elevato della Tunisia ma sarebbe già un bene se i giovani, coloro cioé che bevono di più, consumassero ‘normali’ bevande alcoliche invece di preferire, per pure ragioni economiche, l'alcool puro (mezzolitro costa cinquecentomillim ossia più o meno duecentocentesimi di euro) comprato in un qualsiasi negozietto e mescolato alla buona con succhi di vario genere. Anche il tasso di violenza é piuttosto elevato. Ma laddove gli uomini ci stanno malino, le cicogne sembrano aver trovato un ottimo microclima e hanno occupato quasi tutti i pali dell'elettricità della regione dando un’immagine davvero caratteristica. I treni ci arrivavano ma adesso non più, resta solo uno spettacolare esempio di architettura urbana. Le vacche ci sono e nemmeno troppo magre. Il verde pervade ogni angolo accompagnato da un’armonica foresta. A parte la povertà, l'unica ragione per la quale la regione é conosciuta, é legata alle poteries de Sejnane. Le donne, infatti, da qualche anno si sono accorte che cuocendo l'argilla, dandole una forma e poi decorandola, vengono fuori delle ceramiche molto particolari, autentiche e esteticamente belle che sono diventate il simbolo del villaggio. Oltre a rappresentare un'opportunità di guadagno per tutta la famiglia. Le ceramiche, essendo di argilla, sono molto fragili e se troppo a contatto con l'acqua si decompongono in fretta. Io le definirei un ottimo esempio di quel noto 'dal letame nascono i fior', ossia come dal niente si possa riuscire a creare qualcosa di graziosamente prezioso.
