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martedì 24 febbraio 2015

Quando un governo censura un fumetto sull'omosessualità. Accade in Iran in questi giorni.

La poetessa iraniana Sepideh Jodeyri* ha da poco tradotto il graphic novel "Le bleu est une couleur chaude" di Julie Maroh. Il libro, che ha vinto la Palma d'Oro a Cannes nel 2013, racconta una storia d'amore tra due ragazze adolescenti (cfr. http://ladroolevie.blogspot.it/2013/07/e-le-) ma, in Iran, la sua traduttrice è stata minacciata di morte.
- Copertina del fumetto in persiano -
Per sensibilizzare l'opinione pubblica, la francese Julie Maroh ha fatto scattare l'allarme pubblicando sul proprio blog un messaggio chiaro e forte: "In Iran, l'omosessualità è punibile con la morte. La versione persiana di "Blue" è stata pubblicata da un editore parigino. Fin qui tutto bene. Ma la reazione dei conservatori religiosi si è scatenata quando un editor di Teheran ha pubblicato l'ultimo libro di poesie di Sepideh e ha cercato di promuoverlo."
Un vero e proprio linciaggio mediatico ha preso forma su internet: l'editore, come la traduttrice, è stato minacciato per aver cercato di promuovere un'opera considerata criminale nonostante il Ministero della Cultura e della Guida Islamica ne avesse autorizzato ed in parte finanziato la pubblicazione. L'editor è stato minacciato di perdere la sua licenza di pubblicare, e l'autore, da parte sua, non riesce a farsi pubblicare i suoi libri.

venerdì 21 febbraio 2014

Nel Paese dei Mullah: tra vicende storiche e diritti umani violati in Iran

Il fumetto trae spunto dalla storia di un soldato dell'esercito iraniano che si arena su un'isola deserta. Da qui, il racconto del suo Paese che s'intreccia con la sua vita personale, quella di un bambino alle prese con i fallimenti scolastici, che diventa un militare nazionalista, poi guardiano della prigione nei pressi di Khavaran* e le vicissitudini di Mohsen Makhmakbaf**, cineasta iraniano. Si parla di cinema, di libertà d'espressione come di diritti umani e del massacro dei prigionieri politici del 1988 che viene celebrato ogni anni a Khavaran. In un’estate di 26 anni fa, infatti, tra 4500 e 5000 uomini, donne e bambini vennero assassinati in varie prigioni dell’Iran. Alla fine di agosto del 1988, senza preavviso, la direzione delle carceri sospese tutte le visite familiari.

lunedì 4 novembre 2013

Argo e l'Iran di quel 4 novembre di 34 anni fa...


Oggi è il 13 Aban, il 4 Novembre, giorno dell'anniversario dell'attacco all'ambasciata americana nel 1979, ancora un giorno di simbolica importanza per il governo iraniano, un giorno ancora adatto per rivendicare il diritto alla libertà e alla democrazia in Iran, un giorno di solidarietà internazionale al popolo iraniano. Argo ripercorre magistralmente quel che accadde in quel giorno di 34 anni fa.

domenica 28 luglio 2013

Perchè Elham, nuotatrice iraniana, non deve smettere di nuotare...



Elham Asghari, giovane nuotatrice iraniana, ha stabilito lo scorso 11 giugno il nuovo record iraniano di traversata a nuoto. In meno di 6 ore ha coperto i 20 chilometri che separano la costa del Mar Caspio dal largo di Nowshahr. Fin qui tutto bene.

martedì 25 giugno 2013

Zahra's Paradise. Un viaggio nel cuore delle proteste iraniane del 2009

Maledizione! Un altro di quegli orribili spettacoli! Stanno preparando una pubblica esecuzione!
Esecuzione di chi?
Ho sentito di due adolescenti gay alla radio...
Se Rumi e Shams (poeta persiano del XIII secolo e l'amico mistico che ispirò gran parte delle sue poesie), fossero vissuti ai nostri tempi, scommetto che avrebbero impiccato anche loro...
Perché questa gente si sente tanto minacciata dall'amore? 

Dev'essere per la loro poca fede nel Giorno del Giudizio, se falsificano o distorcono così impudentemente l'opera del Giudice (Hafez)

Zahra's Paradise, il Paradiso di Zahra, è il racconto di una giornata particolare nella capitale iraniana, il 16 giugno 2009, quattro giorni dopo la rielezione "truffa" di Mahmud Ahmadinejad. Zahra cerca suo figlio Mehdi, che ha partecipato alle manifestazioni di piazza contro il regime e non è tornato a casa.

sabato 9 marzo 2013

24H di arte contemporanea a Tunisi

A Tunisi torna l'arte contemporanea, finalmente.
E così oggi e domani a Sidi Bou Said si svolgono 24H di arte contemporanea con la partecipazione di 23 artisti, 15 tunisini e 8 internazionali.
L'evento "De Colline En Colline", organizzato dal Goethe Institut di Tunisi e dall'Associazione "24H pour l'Art contemporain", ha come obiettivo quello di consacrare del tempo alle arti plastiche e visive per riflettere sulla vita e sull'arte, in particolare sulle alture, valorizzando l'arte contemporanea in Tunisia attraverso le sinergiche interazioni tra artisti nazionali e internazionali.
Lo stesso programma si svolgerà nel villaggio berbero di Takrouna (16-17 marzo), non lontano da Hammamet e nel villaggio di Chénini (23-24 marzo), nel profondo sud della Tunisia.

domenica 3 marzo 2013

Disegnare uno scarafaggio che parla azero a Teheran


L'incredibile testimonianza a fumetti di un artista incarcerato in Iran a causa di un disegno. Oggi esule a Parigi, l'autore Mana Neyestani è diventato una bandiera della libertà d'espressione e un noto portavoce della lotta per i diritti negati nel suo Paese.

Il suo incubo comincia nel 2006, quando disegna una conversazione tra un bambino e uno scarafaggio sulle pagine del supplemento per l'infanzia di un settimanale iraniano. Il punto è che nel dialogo lo scarafaggio disegnato da Mana usa una parola azera. Gli Azeri, una popolazione di origine turca che vive nel nord dell'Iran, sono da lungo tempo perseguitati dal regime di Teheran. Per alcuni, il disegno di Mana è la goccia che fa traboccare il vaso e rappresenta un eccellente pretesto per scatenare una sommossa. 

venerdì 3 giugno 2011

Ta'm e guilass


‘Cara, io ho volato, vieni.
Sono caduto nel giardino dell’amico, vieni.
Fratello dei giorni felici. Solo in una giornata nera, vieni.
Ora io sono un estraneo e tu pure un estraneo. Se vai ti saró amico e, se resti, ti saró amico lo stesso. In ogni caso io ti sono amico. Se rimani ti sono amico e se vai ti sono amico. Ti sono amico.’

Adoro il cinema iraniano. Da anni ormai. Lento, quasi neorealistico, da un punto di vista tecnico e formale molto povero e privo di elementi innovatori. Di poche parole, con una fotografia netta, decisa, dai colori nitidi ma mai vivaci. Triste o comunque dal sapore acre, sempre. Tante le sfaccettatture della società iraniana, poche la spensieratezza, l’ironia e la serenità. Attraverso questi spaccati di vita, si colgono i paradossi di una società estremamente complessa. Storie di vita vera, paesaggi rurali, attori non professionisti. Lunghi silenzi che vengono rotti da rumori reali. Film difficili da vedere e da comprendere sia per la modalità di realizzazione che per le tematiche trattate. Film cupi, riflessivi, incisivi, non di ampio respiro.