venerdì 21 settembre 2012

Quando il relativismo è quotidianità...

Bab Al-Jazeera, piazza popolare nel centro di Tunisi. Nove di mattina di un comune venerdì.

Un barbus a bordo di un motorino si avvicina ad una donna velata e la saluta con fare amichevole, come se la conoscesse.

domenica 16 settembre 2012

Come quando...torni in Palestina dopo sette anni


Come quando torni nello stesso posto dopo sette anni. E i tuoi ricordi lo riconoscono normale ma non capiscono bene quel concetto di normalizzazione...
Come quando sull’autobus verso la West Bank sale il controllore che ti chiede il biglietto…
Come quando a Gerusalemme ovest ti ritrovi circondato da un numero eccessivo di donne in attesa di un bambino, l’ennesimo...

lunedì 23 luglio 2012

E terra e polvere che tira vento e poi magari piove...

A pensarci bene, il campo di Choucha non ha niente di strano. Come ogni campo profughi è immerso nella polvere e perso nel nulla. In una realtà asettica e lontana. E i 2.800 (circa) sfollati africani scappati dalla guerra in Libia che ancora ci vivono, semplicemente aspettano.
Che le giornate scorrano, che il vento cessi di alzare quel fastidioso misto di sabbia e polvere e che qualcuno, preferibilmente di qualche organizzazione internazionale, gli vada a dire che saranno trasferiti in America, Spagna o chissà dove per iniziare una nuova vita. Nel frattempo, peró, bisogna vivere e ci si deve ingegnare per tirare a campare.

giovedì 5 luglio 2012

Perché gli uomini ci odiano?

Mona Eltahawy, giornalista egiziana e attivista per i diritti umani, ha pubblicato un articolo intitolato “Perché gli uomini ci odiano?” nell’edizione dedicata alla sessualità del Foreign Policy, con l’intento di far ammettere ai lettori che gli uomini nel mondo arabo odiano le donne e che ad alimentare le violenze sia un avariato mix di cultura e religione.

In effetti, se ci si sofferma a riflettere sulla percezione della donna nelle società musulmane, non si fa fatica ad ammettere che le donne arabe siano ridotte allo stereotipo “velo e imene”.

domenica 10 giugno 2012

Cous Cous Belban

Cous Cous Belban è il nuovo giornalino a fumetti destinato ai "giovani" dai 7 ai 77 anni e 100% tunisino.
Amine Kefi, Zied Mejri, Othmen Selmi, Rim Jaafra e il direttore Yessine Ellil hanno dato vita alla prima pubblicazione comparsa di recente in Tunisia e finanziata dall’Istituto Francese di Cultura.
L’obiettivo è quello di raccontare storie divertenti, più in dialetto tunisino che in francese (anche se il giornalino vuole essere bilingue), e di promuovere il fumetto in Tunisia inaugurando "l’era del dopo Ben Ali".

In primavera fiorisce anche l'arte contemporanea

- Territoire Occupé, Dora Dhouib, 2010 -
Si chiude oggi, a Tunisi, la decima edizione della «Printemps des Arts», quest’anno battezzata con il nome di «Printemps des Arts Fair Tunis».
Un laboratorio culturale di dieci giorni tra esposizioni, concerti, performance live e installazioni multimediali immerse nell’atmosfera misteriosa e un po’ esotica di Palais Abdelya, nel quartiere de La Marsa, e nel piccolo ma effervescente Museo di Sidi Bou Said.
Un’occasione interessante per riunire la maggior parte delle gallerie d’arte contemporanea sulla scena artistica tunisina nel tentativo di creare una piattaforma ed un punto di riferimento per l’arte contemporanea del Nord Africa. 

lunedì 28 maggio 2012

Aspettando un altro Egitto

Come spiegare meglio di questa vignetta lo scenario del ballottaggio per il secondo turno delle elezioni presidenziali in Egitto, in programma il 16 e il 17 giugno, tra l’ex uomo di Mubarak, Shafiq, e il candidato della Fratellanza, Mursi?
"Sarebbe come guardare un film di Chaplin in tempi moderni. Alienante", aveva pronosticato qualche giorno fa Hani Shukrallah.
Quel che si sa, per ora, è che il nuovo presidente verrà eletto soltanto dal 20-25% degli aventi diritto al voto...

lunedì 14 maggio 2012

Why did the Palestinians decide to start the hunger strike?


                             


Circa duemila prigionieri palestinesi sono in sciopero della fame per protestare contro le condizioni di detenzione delle carceri israeliane.

venerdì 11 maggio 2012

Fare rap al giorno d'oggi



Mouad Belghawat, rapper marocchino di 24 anni, è stato condannato ad un anno di prigione e ad una multa di 1.000 dirhams (90Euro) per oltraggio al pubblico ufficiale.

giovedì 10 maggio 2012

Era il 17 ottobre 1961


Quel posto mi ha sempre affascinato più degli altri. Al perché non ho mai voluto pensarci troppo.
Credevo potesse dipendere dal bianco delle sue case, dal suo gettarsi a picco sul mare, dal verde, dall’architettura, da quell’aria di mediterraneo che difficilmente dimentichi. Ma no, non solo. La verità era connessa alla sua storia, all’autenticità della sua gente, alla “violenza” di chi dice senza mezzi termini quello che pensa, alla freddezza di una guerra portata avanti per resistere ad una colonizzazione moderna quanto imperitura.

martedì 17 aprile 2012

Le strane storie dietro la guerra di Libia

- Logo della Brigata dei Sordi a Misurata -
Nessun esercito al mondo permette ai sordi di imbracciare le armi. In Libia, paradossalmente, proprio loro, abitualmente esclusi dalla società, hanno deciso di imporsi e prender parte alla lotta armata contro la dittatura di Gheddafi.
A Misurata ci sono circa 250 sordi adulti e l'unica scuola specializzata nel Paese ma non vi era traccia di associazioni o comunità e i non udenti erano isolati dal resto della società. Durante la guerriglia contro il regime, però, indignati dalla morte di un combattente ucciso da una pallottola alla testa, hanno deciso di unirsi alla lotta dei loro fratelli udenti. In un primo momento, il gruppo si è organizzao attorno ad un leader carismatico, Khaled, padre di un figlio affetto da handicap perché nato prematuro in seguito allo shock di un tentativo di rapimento subito dalla moglie.

lunedì 9 aprile 2012

Pasquetta al di là del mare


Altrove era pasquetta. A Tunisi si festeggiavano, come ogni anno, i martiri.
Altrove le scampagnate all’aria aperta sono andate bene e nonostante le temperature si siano abbassate, il tempo è stato clemente. A Tunisi la manifestazione scaldata dal sole non è andata altrettanto bene. 

venerdì 30 marzo 2012

Era il 30 marzo 1976

Secondo la pagina italiana di Wikipedia, lo Yom al-Ard o Giorno della Terra, in Palestina è il giorno della commemorazione dei caduti negli scontri del 30 marzo 1976.

L'esercito israeliano inviò le proprie forze in tre paesi (Sachnin, Arraba e Deir Hanna) allo scopo di reprimere le manifestazioni che ebbero luogo a seguito della decisione delle autorità israeliane di espropriare dei vasti terreni agricoli che appartenevano agli abitanti di questi paesi per scopi militari. Gli scontri ebbero un esito sanguinoso.

In tale data si tiene da allora in poi una festa di commemorazione per i caduti in quegli scontri, che viene celebrata dalla minoranza araba-israeliana.