Boga: la prima bibita 100% tunisina. Think tounsi, bevi Boga!
Un'incerta OrmaiPiùCheTrentenne alle prese con la sua lente ideologica nell'ingarbugliato mondo arabo. E non solo.
venerdì 14 ottobre 2011
giovedì 13 ottobre 2011
martedì 11 ottobre 2011
venerdì 7 ottobre 2011
Tunisia: 23 - 7 = 16 giorni alle elezioni
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| - Tunisi, 7 ottobre 2011 - |
Eccola. È questa una delle immagini più ricorrenti e più belle della Tunisi che si avvicina al voto per l’elezione dell’Assemblea Costituente. Ormai campeggiano sui muri della città dei quadrati neri su sfondo bianco all’interno dei quali ogni partito affigge il suo manifesto elettorale con le foto dei candidati della sua lista. Mancano ormai soltanto sedici giorni. Chi può e vuole votare si informa e, valutando, sceglie il partito che preferisce. Chi no, osserva e aspetta. Come me.
giovedì 6 ottobre 2011
Steve Jobs & Anwar el Sadat
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| - Mohamed Anwar El-Sadat- |
Oggi in Occidente l’attenzione è catalizzata sulla scomparsa di Steve Jobs.
Trent’anni fa, proprio nello stesso giorno, moriva assassinato Anwar El Sadat durante la parata militare che celebrava un altro anniversario, la vittoria nella guerra del 1973 contro Israele.
Accanto a lui c’era un tale Hosni Moubarak, rimasto illeso. Strano.
Trent’anni fa, proprio nello stesso giorno, moriva assassinato Anwar El Sadat durante la parata militare che celebrava un altro anniversario, la vittoria nella guerra del 1973 contro Israele.
Accanto a lui c’era un tale Hosni Moubarak, rimasto illeso. Strano.
Sicuramente, questo 6 ottobre 2011 ricorda all"Egitto che qualcosa è cambiato. E, forse, anche in Occidente c'è qualcosa di diverso.
lunedì 3 ottobre 2011
L'aria che cambia
In questo periodo così carico di aspettative, non si può ignorare il 3rd Arab Bloggers Meeting 2011, il primo raduno dei blogger arabi, che è cominciato oggi a Tunisi e che coinvolgerà circa 200 attivisti provenienti da vari Paesi che discuteranno, fino al 6 ottobre prossimo, del ruolo dei social media nel periodo di transizione democratica. Si parlerà anche delle rivolte in corso in Bahrein, Siria e Yemen anche se non ci saranno nè blogger palestinesi a cui è stato negato il visto, nè, purtroppo, yemeniti. Si cerca in ogni modo, insomma, di organizzare varie azioni che contribuiscano all’indipendenza e alla trasparenza dell’informazione.
Accorrete numerosi.
martedì 27 settembre 2011
Sarebbe bello avere uno Stato
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Carta d’identità
di Mahmoud Darwish
di Mahmoud Darwish
Prendi nota
sono arabo
carta di identità numero 50.000
bambini otto
un altro nascerà l’estate prossima.
Ti secca?
sono arabo
carta di identità numero 50.000
bambini otto
un altro nascerà l’estate prossima.
Ti secca?
Prendi nota
sono arabo
taglio pietre alla cava
spacco pietre per i miei figli
per il pane, i vestiti, i libri
solo per loro
non verrò mai a mendicare alla tua porta.
Ti secca?
sono arabo
taglio pietre alla cava
spacco pietre per i miei figli
per il pane, i vestiti, i libri
solo per loro
non verrò mai a mendicare alla tua porta.
Ti secca?
Prendi nota
sono arabo
mi chiamo arabo non ho altro nome
sto fermo dove ogni altra cosa
trema di rabbia
ho messo radici qui
prima ancora degli ulivi e dei cedri
discendo da quelli che spingevano l’aratro
mio padre era povero contadino
senza terra né titoli
la mia casa una capanna di sterco.
Ti fa invidia?
sono arabo
mi chiamo arabo non ho altro nome
sto fermo dove ogni altra cosa
trema di rabbia
ho messo radici qui
prima ancora degli ulivi e dei cedri
discendo da quelli che spingevano l’aratro
mio padre era povero contadino
senza terra né titoli
la mia casa una capanna di sterco.
Ti fa invidia?
venerdì 23 settembre 2011
Al-Gaddafi International Price for Human Rights
Il web mi stupisce ogni giorno di più. O forse sono solo io a stupirmi ancora. Bene, non sapevo che esistesse un Premio Gheddafi per i diritti dell’uomo.
A quanto pare, nel 1988, il presidente della Libia, Mouammar Kadhafi, aveva istituito un premio internazionale da attribuire alle personalità o alle organizzazioni che si distinguevano per la loro attenzione ai diritti dell’uomo. Non è un caso, forse, che tutti gli illustri personaggi che hanno ricevuto il premio abbiano dei legami ecoomici e politici piuttosto forti con l’ormai introvabile Gheddafi. Fin qui tutto bene. La cosa drammatica, però, è che la maggior parte dei premiati è passata alle cronache per l’elevato non rispetto dei diritti umani, soprattutto nei confronti degli oppositori, primo fra tutti Fidel Castro. Per non parlare di Hugo Chavez o di Daniel Ortega. Fino ad arrivare all’ambiguo Louis Farrakhan della Nation of Islam, amico di vecchia data del nostro Muammar. L’ultimo ad essere insignito del premio, nel 2010, è stato il Primo Ministro turco Erdogan. Chissà cosa stessero tramando alle nostre spalle.
Per ulteriore info, ecco il link del sito ufficiale del premio:
http://www.gaddafiprize.org/French.htm
sabato 17 settembre 2011
Le système est bon, mais il a perdu la raison
« Le système est bon, mais il a perdu la raison: l’économie doit être au service des hommes, et non l’inverse. »
Così Heinz Bude, professore di sociologia all’università di Kassel, descrive ‘cette jeunesse qui veut un avenir’. E ha ragione.
mercoledì 7 settembre 2011
Artocratie en Tunisie
Io e Hamza ci siamo finiti in mezzo per caso.
| - Artocratie en Tunisie - |
Una delle più interessanti librerie di Tunisi, la Mille Feuilles (che ho adocchiato da quando sono arrivata perché è l’unica ad esser rifornita delle mie adorate graphic novels) ha organizzato un’installazione Artocratie en Tunisie che si è ispirata al progetto InsideOut di JR (http://jr-art.net/). Sei fotografi hanno percorso il Paese immortalando cento persone, simbolo della diversità della popolazione e ne hanno affisso i ritratti nelle strade di Tunisi, in particolare in un quartiere, La Marsa. Il senso era quello di provare a fotografare la democrazia, il potere e la diversità di un popolo. Soprattutto in un Paese in cui, per anni, sono state affisse solo le gigantografie del suo presidente. Gli autori della pubblicazione hanno rinunciato ai loro diritti in favore della ong tunisina Tunisie Unie. E JR ha partecipato al progetto seppure contribuendo da New York.
martedì 6 settembre 2011
L'educazione dello sguardo
[...] Nell’islam abbiamo una pratica particolare che si chiama “educazione dello sguardo” perché lo sguardo esprime molte cose. Ci sono uomini che hanno un’aria molto seria, ma che hanno uno sguardo pernicioso, malsano, che infastidice, che mette a disagio...[...] di Aicha El Hajjami.
Donne marocchine raccontano il loro Paese. E il loro impegno in campo sociale, medico, giuridico e culturale.
Sullo sfondo ci sono l'introduzione della Mudawana, il nuovo Codice di famiglia marocchino e la carovana del libro che da ormai quasi cinque anni porta libri nelle zone rurali del sud del Marocco dove i libri sono 'rari come la pioggia'.
sabato 3 settembre 2011
Democracy is not just about voting
Democracy is not just about voting. On Saturday, September 3rd, go out to the street and make your voice heard.
Anche in Israele ci si comincia ad indignare. Finalmente. Ma non è ancora abbastanza. Step by step.
mercoledì 31 agosto 2011
We Hate Gaddafi. Chiaro ed efficace.
mercoledì 24 agosto 2011
Redeyef - Moulares, oggi come allora.
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| - Redeyef - |
Redeyef non lo avevo mai immaginato prima d’allora. Se non ricordo male, la prima volta che ne avevo sentito parlare era a dicembre, prima che esplodessero i noti eventi del gennaio tunisino. Presa dal presente, però, avevo commesso l’inspiegabile errore di non soffermarmi a pensare a cosa fosse accaduto proprio lì qualche anno prima, nel 2008. Ingenuamente non mi ero resa conto di quanto, seppur geograficamente lontano, il dissenso di Redeyef fosse vicino a quell’anomala ondata di protesta che stava prendendo forma nella capitale.
Redeyef è un villaggio in mezzo al nulla, tra le oasi di montagna del sud ovest tunisino e la città di Gafsa. Convenzionalmente si trova in Tunisia ma se fosse in Algeria nessuno se ne accorgerebbe dato che dista solo otto km dalla frontiera e si espande in un desolato paesaggio predesertico, dopo km e km di erbacce.
mercoledì 10 agosto 2011
Quando Ramadan vuol dire brik
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| - Brik - |
La notte di San Lorenzo a Tunisi passa inosservata e in questo dieci agosto duemilaundici si ricorda soltanto che oggi è il decimo giorno di Ramadan. A parte le uova dell’immancabile brik che appesantiscono ogni giorno di più, le giornate passano tranquille tra spese forsennate al mercato, siesta prolungata, preghiere e uscite serali.
Come dire, il Ramadan è come il Natale, solo che dura un mese (ahimé!). Le pietanze, l’aria di festa, i preparativi, il chehya tayba con cui ci si saluta augurandosi un buon pasto in attesa della rottura del digiuno, la cena tutti insieme, la telenovela girata appositamente per il Ramadan, il saha sheribtek che tutti pronunciano vicendevolmente dopo aver mangiato, non si concludono in una sera ma si ripetono, quasi allo stesso modo, per un mese intero. A parte il precetto religioso del Ramadan (terzo dovere dei musulmani), ognuno decide autonomamente perché privarsi di acqua e cibo fino al calar del sole. Chi sceglie di purificarsi fisicamente per un mese intero, chi si immedesima nei poveri che non hanno acqua né cibo, chi investe nel mese sacro per purificarsi dai peccati commessi durante l’anno. Il Ramadan, infatti, è un mese di purificazione di corpo e mente. Non si deve litigare, non si deve parlare male degli altri, non si devono commettere cioé nemmeno quei peccati "banali" legati all’imperfetta natura umana.
martedì 2 agosto 2011
Enjoy Ramadan
Consiglio di cliccare sul link qui di seguito
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